Evoluzione storica del concetto di arte
Analizzando la storia del concetto di arte vediamo che nel corso del tempo esso subisce una trasformazione graduale ma radicale.
Antichità: Latino: Ars, Greco: Τεχνη indica la capacità umana di fare un qualsiasi oggetto. La capacità consiste nella conoscenza delle regole.
Nel periodo ellenistico iniziarono le prime classificazioni e le arti vennero divise in comuni e liberali, a seconda che richiedessero uno sforzo fisico o uno sforzo intellettuale.
Nel Medioevo si cominciano a rivalutare le arti comuni, che verranno chiamate meccaniche, ma continueranno ad avere un ruolo subalterno rispetto alle arti liberali.
La poesia non rientra ancora nell'ambito concettuale dell'arte finora indicato, in quanto il poeta era considerato un vate che componeva i versi ispirato dal Dio. Non esisteva la regola nelle composizioni poetiche, almeno per quanto riguarda il contenuto. A fornire il contributo essenziale affinche la poesia venisse considerata un'arte fu B.Segni che nel 1549 tradusse in volgare la Poetica di Aristotele, opera in cui lo stagira già annoverava la poesia tra le altre arti.
La condizione sociale degli artisti, che migliorò notevolmente nel corso del Rinascimento, contribuì a separarli dagli scienziati e dagli artigiani.
C. Batteux nel 1747 definisce, nel suo libro Le belle arti ridotte ad un'unico principio, il sistema delle belle arti, indicando cinque arti in senso proprio - la pittura, la scultura, la poesia, la musica, la danza - a cui associava due arti connesse - l'eloquenza e l'architettura - il cui carattere comune risiedeva nell'imitazione della realtà per il fine di creare oggetti belli.
Dalla fine del XVIII secolo cominciarono le prime crisi del concetto di bello e di arte. Stavano nascendo nuove forme di espressione come la fotografia, l'architettura industriale, l'ogettistica per la casa, e bisognava farle rientrare nel concetto di arte. Per tale motivo nel XX secolo si è abbandonata l'idea di una definizione omnicomprensiva di arte e di opera d'arte. Il termine arte diventa un concetto aperto, in cui tutte le possibili definizioni dell'arte confluiscono.
Tecniche pittoriche
Esistono diverse tecniche pittoriche, che si differenziano per i materiali e gli strumenti usati e per le superfici sulle quali è eseguita l'opera.
Le prime superfici sulle quali l'uomo realizzò primitive forme d'arte pittorica, geometrica e figurativa, furono le pareti di una caverna oppure di una casa o di un tempio.
Nel Medioevo il supporto preferito dai pittori era la tavola di legno, per poi passare con il tempo alla tela, con la quale si ovviò al problema del peso e della relativa instabilità del pannello ligneo.
Altri supporti possono essere: la carta, il metallo, il vetro, la stoffa, una parete e qualunque altra superficie in grado di mantenere in modo permanente il colore; infatti una eventuale degradazione del dipinto in un lasso di tempo breve costituirebbe, più che un'opera pittorica, una performance artistica.
Una classificazione delle tecniche pittoriche partendo dal supporto.
Sulle pareti abbiamo l'affresco, il murale e il graffito; una forma particolare di arte figurativa su parete è data dal mosaico.
Su tavola abbiamo la pittura a tempera, i colori ad olio ed i colori acrilici.
Su carta abbiamo la pittura a tempera, l'acquerello e il guazzo o guache.
Su tela abbiamo la tempera, la pittura ad olio e la pittura acrilica.
Altre tecniche figurative sono: la miniatura, l'acquaforte, l'acquatinta e, in generale, tutte le tecniche grafiche in grado di produrre opere uniche (ad esempio il disegno) o multiple (stampa da matrice, ma anche digitale). Nell'esecuzione di opere pittoriche, poi, oltre ad una vasta gamma di superfici e di colori (che possono presentarsi puri, sotto forma di pigmenti, o più normalmente già uniti al cosiddetto medium - paste, resine, olii, emulsioni), si aggiunge la possibilità di utilizzare vari strumenti: pennelli, spatole, aerografo, spray, punte ed anche attrezzi che non nascono per uso artistico ma che che vi sono adattati dalla perizia o dalla fantasia dell'artista.
L'elencazione non può considerarsi nè esauriente, nè tassativa, in quanto possono essere utilizzate, oltre alle superfici più varie, anche tecniche e materiali eterogenei, realizzandosi così opere a tecnica mista (ad esempio il collage con la pittura) o opere polimateriche (ad esempio colori uniti od abbinati a tessuti, carte, materiali inerti, oggetti).
Brevi cenni sulla pittura ad olio
La pittura ad olio fa la sua comparsa solo verso la metà del secolo XV, nella regione delle Fiandre. Gradatamente sostituisce la tecnica pittorica dominante fino a quel momento, ovvero la tempera ( su tavola o su tela ). In realtà sembra che già nell' antica Grecia esistesse qualcosa di simile all' olio, come si evince anche da alcuni passi della Naturalis Historia di Plinio. Tuttavia la tradizione attribuisce la sua invenzione a Jan ed Hubert van Eyck, fratelli pittori di Bruges, tanto da portare Giorgio Vasari, nella sua Introduzione alle " Vite de' più celebri pittori scutori ed architetti" a così affermare: " Fu una bellissima invenzione e di gran comodità all' arte della pittura, il trovare il colorito ad olio; di che fu primo inventore in Fiandra Giovanni da Bruggia, il quale mandò la tavola a Napoli al re Alfonso [...]". In realtà sono note opere di artisti fiamminghi di datazione antecedente a quelle dei dipinti del primo periodo di Jan van Eyck, eseguite ugualmente con la tecnica in questione, come per esempio la tavola raffigurante "Il buon ladrone crocifisso" attribuita ad un pittore noto come Maestro di Flemalle, risalente al 1410 circa.
Brevi cenni sulla pittura a tempera
La pittura a tempera è una tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con tuorlo d'uovo ed acqua distillata, su supporti vari; preferibilmente cartoni compressi o tavole di legno stagionato opportunamente preparate con imprimitura in polvere di gesso di Meudon e colla.
La preparazione assai accurata impegna sia la parte frontale che la parte posteriore, onde evitare deformazioni ed impanciature a causa della differente capacità di assorbimento dell'umidità delle due facce.
Un supporto compatto come la muratura ben intonacata e rasata è da secoli un valido supporto.
Pur non presentando la stabilità e la profondità di materiale colorato dell'affresco, ha il vantaggio, contrariamente ai colori ad olio, della stabilità delle tinte che resteranno sempre uguali a se stesse variando solamente in maniera impercettibile dal momento della stesura alla piena asciugatura.
Brevi cenni sull'acquerello
L'acquerello è una tecnica pittorica che prevede l'uso di pigmenti finemente tritati e mescolati con un fissante, diluiti in acqua.
Il supporto più usato per questa tecnica è la carta che viene usata preferibilmente ad alta percentuale di cotone puro, in quanto la fibra lunga di questo vegetale non si modifica a contatto con l'acqua. La carta che si acquista in commercio si misura in grammi metro (peso di un foglio di 1 Metro quadrato).
La cena della vigilia di Natale raffigurata in un acquerello del pittore svedese Carl Larsson (1853-1919)
La stesura dell'acquerello può avvenire secondo tre tecniche distinte:
1. per velature sovrapposte le quali, oltre a conferire forza e tonalità al colore stesso, conferiscono al disegno preparatorio solitamente eseguito a matita leggera, la necessaria profondità pittorica utile alla rappresentazione dei volumi, delle ombre e della luce;
2. pittura bagnato su bagnato, ovvero la stesura del pigmento colorato effettuata sul foglio di carta bagnato in precedenza cosìche i colori si diffondano scorrendo e conferendo un aspetto soffuso al dipinto;
3. pittura bagnato su asciutto in cui il pigmento viene steso dopo essere stato disciolto con una quantità d'acqua sufficiente a farlo scorrere sul foglio asciutto.
L'esecuzione è di per sé tecnica assai raffinata, dal momento che errori di esecuzione (quasi sempre dovuti alla scarsa manualità), difficilmente e diversamente dalle altre tecniche pittoriche, possono essere corretti mediante la semplice sovrapposizione di altro colore. Infatti il colore è trasparente e non nasconde la stesura sottostante.
Caratteristica di un buon acquerello è l'estrema "leggerezza" rappresentativa e la sua immediatezza espressiva, che per l'appunto, dal Rinascimento in poi, divenne strumento essenziale per gli studi preparatori dei grandi maestri e delle grandi opere.
Tale tecnica, tuttavia, è stata spesso utilizzata con efficacia anche nel disegno tecnico, soprattutto nell'ambito della progettazione meccanica, dove per es. assume particolare rilievo rappresentare (in particolar modo nelle viste in sezione) la consistenza e la tipologia dei vari elementi costruttivi, secondo colorazioni generalmente codificate.
Inoltre l'acquerello viene usato dal 1500 per eseguire studi sulla natura (Albrecht Dürer), riproduzioni botaniche e scientifiche dato che il mezzo ne consente l'utilizzo all'aria aperta.

