Patrizia Forlani

Decori e Restauri in Torino via Sagra San Michele, 114

Home | Decori | Restauri | Mobili | Disegni | Arte| Link | Contatti | Mappa del Sito

Arte

Rassegna Stampa

Castello San Giorgio:"Les Favorites".

La mostra fotografica è inserita nel programma Grandestate 2006.

Al Castello di San Giorgio (Via XXVII Marzo, La Spezia) è stata inaugurata la mostra fotografica “Les Favorites dell’Archivio Fotografico: venti stampe d’epoca restaurate” dell’Archivio Fotografico organizzata dall’Istituzione per i Servizi Culturali della Spezia e inserita nel programma della Grandestate 2006.
Il nucleo di immagini, sottoposte ad un accurato intervento di restauro-conservativo appartiene ai fondi storici conservati nell’Archivio Fotografico “Sergio Fregoso”.
Oltre ad illustrare i più diffusi procedimenti fotografici ottocenteschi rappresenta una testimonianza significativa del passato della città nell’arco temporale compreso tra il 1855 e il 1930.
Le immagini restituiscono numerose inquadrature urbane oggi a stento riconoscibili, alcuni scorci della Spezia militare, tre preziosi ritratti, vedute dei borghi marinari di Cadimare, Porto Venere e San Terenzo.
“Les Favorites” è stata realizzata grazie anche al contributo della Regione Liguria e al sostegno del Gruppo Termomeccanica. Nella stupenda cornice delle sale del Castello di San Giorgio è possibile, quindi, avere un’ulteriore e più precisa documentazione della città in piena trasformazione urbanistica a seguito dell’accrescimento militare e industriale. Un’occasione unica per poter riscoprire una Spezia prima e durante le grandi trasformazioni che la hanno modificata nella città che oggi tutti conoscono.
La mostra rimarrà aperta fino al 30 Luglio e è accompagnata dal secondo numero della collana dell’Archivio Fotografico “Sergio Fregoso” curato da Marzia Ratti e Elisabetta Cantelli, con la collaborazione di Alessandra Vesco, Franco Marmori, Daniela Macherelli, Roberto Gallotti, Maurizio Cavalli. Il restauro delle stampe fotografiche è stato curato da Berselli s.a.s. “Centro per il restauro e la conservazione della fotografia” di Milano. collaborazione della Publisystem e della Litoeuropa della Spezia.
Le stampe sono visitabili tutti i giorni dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 17 alle 20, martedì chiuso. La mostra sarà visibile anche in occasione degli eventi “Notti al castello di San Giorgio”.
Per informazioni: Tel. 0187751142 e 0187778544, e-mail: palazzinaarti@laspeziacultura.it, www.laspeziacultura.it

24/06/2006 10.31.33
Laura Donati

 

Ottocento a Trento

Fino al 29 settembre, ogni venerdi dalle 9 alle 12,
visite guidate alla scoperta dei tesori della Trento ottocentesca
Naturalmente c'è lo zampino del Mart. Il vivacissimo museo trentino è tra i principali promotori del progetto L'Ottocento a Trento. Itinerario ottocentesco fra vie, piazze e palazzi, che si propone di promuovere il patrimonio artistico, urbanistico e architettonico della città, legandolo alle raccolte d'arte del XIX secolo conservate a Palazzo delle Albere. Nella sede di Trento del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, si possono ammirare i gessi preparatori utilizzati per il restauro della Fontana del Nettuno in Piazza del Duomo, oltre ai ritratti dei principali protagonisti dell'Ottocento trentino, artisti, collezionisti e mecenati, da Felice Mazzurana al conte Coronini Cronberg. Ma anche famosi dipinti, come Venere che scherza con due colombe, di Francesco Hayez, commissionato dal conte Girolamo Malfatti, che abitava in via San Pietro.
Un itinerario tematico per far rivivere l'atmosfera dell'Ottocento a Trento e scoprire le trasformazioni urbane e architettoniche del XIX secolo, che il turista, se preferisce, può percorrere da solo, grazie a una guida con schede e una piantina particolareggiata della città, oppure, più comodamente, seguendo il personale preparato che condurrà alla scoperta degli interventi che hanno cambiato il volto della città.

Per informazioni tel. 0461-983880
oppure informazioni@apt.trento.it.

   

 

Modena: completato restauro terzo dipinto Crespolani

La sensibilità degli organi di governo dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha reso possibile il recupero di tre significativi dipinti ottocenteschi, eseguiti da Camillo Crespolani, che raffigurano altrettanti emblematici luoghi della città di Modena.
Da oggi, mercoledì 18 maggio, con la collocazione definitiva nella sala d’attesa del Rettorato, a conclusione dell’intervento di restauro del terzo dipinto raffigurante il Duomo e la Piazza Grande, è stata ricomposta la serie delle vedute modenesi, che facevano forse parte di un più cospicuo apparato decorativo di istantanee cittadine realizzate dall’autore a partire dal 1834.

Da recenti ricerche d’archivio sarebbe emerso, peraltro, che tutte le tre tele acquistate dall’Università, oltre al Palazzo Ducale, al Foro Boario e al Duomo con Piazza Grande, potrebbero essere identificabili con quelle commissionate da Francesco IV per la residenza del Cataio, una storica villa a Battaglia Terme nei pressi di Padova, che gli Estensi nel 1803 avevano ereditato da un ricco collezionista e mecenate veneto, Tommaso Obizzi, e che costituì la residenza estiva prediletta della corte estense.

Accanto alle rappresentazioni del Foro Boario e del Palazzo Ducale, la veduta del Duomo con la Ghirlandina e la Piazza Grande assume particolare rilievo per il significato emblematico della rappresentazione del centro cittadino, su cui si affacciano i simboli del potere religioso, costituito dalla Cattedrale, e di quello civico, identificato nella Torre Ghirlandina e nel Palazzo Comunale, nonché delle attività commerciali, colte nell’istantanea dell’ortolana che attraversa la piazza. In qualche modo nella scelta d’ambiente dell’autore si conferma l’importanza attribuita da sempre ad un luogo, che da qualche anno è stato riconosciuto dall’UNESCO come appartenente al patrimonio culturale dell’umanità.

Nella raffigurazione del Duomo con Piazza Grande, come in quella degli altri due edifici, Crespolani poté fare sfoggio delle sue qualità di esperto scenografo: attraverso un’abile regia prospettica l’edificio trova opportuna collocazione in un più ampio contesto.

Se si presta, poi, fede alla scelta di luce ed alla conseguente partitura delle ombre, dirette e portate, in riferimento al ciclo solare è possibile cogliere nelle tre vedute tre momenti diversi della giornata: nel caso del Duomo si tratta della sera.

L’intervento di restauro è stato effettuato da Zamboni e Melloni di Reggio Emilia.

   
Marco Palmezzano

E Marco Palmezzano "torna a casa"

Una serata a Dozza per conoscere la sua opera

La chiesa parrocchiale di Dozza promuove una serata di studio in occasione del ritorno del quadro del pittore forlivese Marco Palmezzano "Madonna col Bambino fra i santi Giovanni Battista e Margherita" (foto). L’1 giugno infatti alle 21, nella chiesa chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Dozza, si terrà un incontro per parlare di Palmezzano e del quadro realizzato dal forlivese per la chiesa di Dozza. L’opera è stata esposta all’interno della mostra "Marco Palmezzano - Il Rinascimento nelle Romagne" che si è svolta a Forlì. Il quadro, che ora ritorna nella chiesa, è un documento fondamentale nella ricostruzione del percorso artistico di Palemezzano poiché rappresenta uno dei primi documenti del maestro. «Il quadro - spiega Francesca Grandi, organizzatrice della serata - è stato realizzato da Palmezzano nel 1492. L’opera fu commissionata da Giovanni di Pietro Bonardis, che faceva parte dell’Ordine degli Umiliati che si ritrovava nella chiesa di Dozza. Nel contratto si definiscono le dimensioni dell’opera (che misura 131x133 cm) e le figure che devono essere rappresentate». Su Palmezzano e sulla sua opera parlerà Stefano Tumidei, docente di Storia dell’arte moderna e metodologia della ricerca storico - artistica nella Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna, e curatore della mostra che si è appena conclusa a Forlì. Alla serata, promossa dalla Diocesi di Imola, dalla Parrocchia di Dozza con il patrocinio del Comune di Dozza e della Fondazione "Dozza Città d’Arte", partecipano anche don Francesco Corradossi, prevosto di Dozza, il sindaco Antonio Borghi e Marco Violi, vicedirettore del Museo Diocesano.
17/05/2006

Laura Dall’Olio
 

ARTE

Un eclettico dietro l’obiettivo
Alla Gam le immagini scattate da Mussat Sartor
e a Ottoviabotero una rivisitazione in chiave design
 
19 maggio 2006
 
di Lisa Parola
 

«Viaggio continuo» è il titolo della mostra che la Galleria d’Arte Moderna dedica all’eclettico fotografo torinese Paolo Mussat Sartor nato a Torino nel 1947. Autodidatta, nel 1968 inizia a collaborare con Gian Enzo Sperone e con lui conosce e fotografa gli artisti italiani e stranieri che in quegli anni espongono le loro opere in galleria, oggi protagonisti importanti della storia dell’arte internazionale. Alcuni scatti di Mussat Sartor sono opere, primi piani nei quali il rapporto tra l’artista e il fotografo crea una nuova ricerca, un nuovo lavoro, proprio come Rovesciare i propri occhi di Giuseppe Penone, o Strumento musicale di Alighiero Boetti, e poi ancora molti altri ritratti di Giulio Paolini, Mario Merz, Gilberto Zorio, Daniel Buren, Gilbert e George, e ancora.
«L’Arte povera, è un’esplosione artistica esistenziale anarchico utopica, - scriveva nel 1969 Harald Szeeman, uno dei padri della critica di quegli anni - è una nuova etica politica ma anche una nuova energia…» e il fotografo torinese lavora con questi strumenti, documentando i lavori, le performance, gli allestimenti, ma anche, e soprattutto, entrando in relazione con questa nuova forma di «energia» che riunisce poi nel volume «Paolo Mussat Sartor fotografo 1968/1978. Arte e artisti in Italia» pubblicato nel 1979 dalla casa editrice Stampatori; e questa nuova ricerca artistica la diffonde, attraverso i suoi scatti, anche in numerosi cataloghi d’arte e riviste specializzate di tutto il mondo e in numerose testate di architettura: Domus, Abitare, Vogue, Casa Vogue e Ottagono. Parallelamente alla documentazione del lavoro di artisti suoi coetanei, dal 1970, Mussat Sartor si dedica ad una propria ricerca che si sviluppa attraverso la fotografia; mentre dal 1985 interviene su stampe fotografiche con pigmenti colorati e tecniche miste ricavandone esemplari unici. Infatti, accanto al lavoro storico, nella mostra torinese un ampio spazio è dedicato alle sue Figure, fotografie inedite realizzate negli ultimi anni: grandi immagini di corpi femminili realizzate fra il 2001 e il 2005 che rappresentano la parte più attuale del suo percorso di ricerca.
Parallelamente alla mostra della Gam, nello studio di design Ottoviabotero (via Botero 8, infotel. 011 19713528) sarà presentato daMoMus.r.l. una rivisitazione del lavoro del fotografo torinese: una serie di tavoli e sedie, in serie numerata, realizzata a partire da quattro scatti inediti degli Anni 70 che rappresentano un gigantografia di alcune specie di frutti tagliati a metà. L’immagine a colori può essere normalmente appesa alle pareti o divenire piano d’appoggio per il tavolo.

Gam
via Magenta 31
Orari: 10-19, gio 10-23, chiuso lun
Ingr.: 7,50 euro, ridotto 4
Info: tel. 011/ 4429518
www.gamtorino.it www.fondazionetorinomusei.it
Dal 19 maggio al 24 settembre

La Stampa

 

 

 

Fonti
ADN Kronos
Tekmedia
Nuovo diario Messaggero
Giornal.it
La Stampa
Targato CN
Arte.it

L’arte religiosa spiegata ai romani

Luoghi di culto ma anche scrigni preziosi. Le chiese di Roma sono per turisti e appassionati d'arte un immenso tesoro da ammirare. Solo i romani, spesso distratti, perdono il gusto di fermarsi di fronte a capolavori che incontrano frequentemente nella vita di tutti i giorni. Ora la Soprintendenza per il patrimonio storico artistico del Lazio, diretta da Rossella Vodret, vuole porre rimedio a questa corriva abitudine. La soluzione? Installare nelle chiese della città didascalie e pannelli illustrativi per raccontare la storia di questi luoghi di culto e descriverne i tesori artistici.
Il progetto, realizato anche grazie al sostegno della Coldiretti, riguarderà per prime le chiese di Santa Prassede e di San Pietro in Vincoli nel rione Monti e quelle di San Giovanni dei Fiorentini, Santa Maria dell'Anima e San Salvatore in Lauro nel rione Ponte. L'impegno dei funzionari della Soprintendenza ha permesso, tra l'altro, il coinvolgimento dell'Accademia di Belle Arti di Roma. Gli studenti della cattedra di Beni Culturali e Ambientali collaboreranno infatti con la sezione didattica della Soprintendenza nell'elaborazione dei materiali illustrativi.
«Da tempo - spiega la soprintendente Vodret - è forte l'esigenza di rispondere alla curiosità di cittadini e turisti nei confronti dell'immenso patrimonio storico e artistico che si trova nei luoghi di culto romani. Molti, troppi, passano davanti a capolavori straordinari ignari di cosa stanno vedendo. Non tutti sanno, ad esempio, che le cappelle funebri di Santa Maria dell'Anima sono decorate da dipinti di Carlo Saraceni, Girolamo Siciolante da Sermoneta e Giulio Romano. Pochi conoscono inoltre l'iconografia di opere d'arte che furono pensate per parlare ai fedeli con un linguaggio che oggi purtroppo risulta spesso incomprensibile».

 

 

Logo

Chi siamo | Mappa del sito | Privacy Policy | Contatti |

| ©2006 Patrizia Forlani|